
Manifesto del Restauro
Nota Ufficiale sull’opera di restauro
Villa Forni Cerato Foundation è garante del restauro conservativo archeologico dell’omonimo Monumento Patrimonio dell’Umanità, che si basa su tre principi:
1. Non permettere nessuna trasformazione né riuso. Vogliamo mantenere il luogo inalterato per un utilizzo come museo di sé stesso, luogo di costanti ricerche e approfondimenti, e certamente di continue nuove scoperte.
2. Mirare ad un restauro ESEMPLARE, cioè trasparente, documentato, imitabile, perché deve essere timido, perenne e partecipativo.
❖TIMIDO
TIMIDO, quindi non invasivo, ma solo conservativo, senza aggiunte di luce elettrica, acqua o riscaldamento. Qui non è ammessa alcuna trasformazione: un monumento ha la funzione di “ricordo” e di “testimonianza” e l’inserimento di nuove funzioni, piccole o grandi, visibili o non, moderne o classiche, potrebbe tradirlo. Nulla di noi contemporanei deve rimanere dopo l’opera di conservazione del bene storico. Ma un immobile con 450 anni di vita necessita di un intervento di consolidamento strutturale, e questo implica necessariamente delle attività invasive. È come un intervento chirurgico operato da un team di medici per un paziente molto anziano: certo il chirurgo insiste per trapiantare organi interni più giovani, come l’ingegnere strutturista intende consolidare la staticità del bene, mentre il chirurgo plastico vorrebbe ricostruire funzioni estetiche, eliminando le rughe che invece sono un naturale segno dell’età; qui l’unico obiettivo è quello di mantenere integro il Monumento nel tempo, proteggerlo da intemperie o vandalismi, e garantire la sicurezza del visitatore.
❖PERENNE
PERENNE, affinché la Villa non venga mai più abbandonata a sé stessa. Il restauro si prefigge di riportare l’oggetto di intervento alla veste originaria, senza alcuna fretta, liberandolo da superfetazioni che rendono poco leggibili l’intento stilistico che lo connota. Il ripristino va cautamente pesato e valutato, sulla base soprattutto dell’importanza e del valore documentale e storico di quanto si intende ricostruire. Le eventuali minime nostre scelte che possono creare modifiche, devono essere ben documentate, avere motivazioni filologiche, oggettive, inconfutabili. Poiché future ricerche potranno suggerire scelte differenti e migliori delle attuali, è certo che ogni dettaglio deve essere sempre ampiamente documentato, al pari di un esperimento scientifico, certificabile e ripetibile. All’interno di una dialettica ispirata al dubbio e quindi al confronto critico sulle diverse opzioni, occorre sempre essere consapevoli che, davanti ad un problema conservativo, è necessario porsi in modo non pregiudiziale o dogmatico, evitando la sovrapposizione di proposizioni teoriche ad una realtà costantemente mutevole e dunque mai iscrivibile entro tipologie prefissate. Gli elementi conoscitivi, le riflessioni critiche e le esperienze accumulate nel corso del programma di lavoro devono essere considerati patrimonio di chiunque coltivi interessi analoghi.
❖PARTECIPATIVO
PARTECIPATIVO, opera di più esperti e mai di un singolo. Ci sono e ci saranno scelte da fare, sia per il restauro conservativo che per il consolidamento strutturale. L’architetto Progettista Direttore dei Lavori deve elencare i vari problemi, aggiungendo eventualmente una sua proposta di soluzione, così che ciascun partecipante del Gruppo di Lavoro possa proporre il proprio pensiero di scelta progettuale, in forma dialettica, di confronto, forse addirittura in forma conflittuale. Tali osservazioni dei problemi devono derivare dalla lettura comparata di vari studi: i rilievi dello stato attuale, le analisi dei sondaggi eseguiti, i risultati della ricerca storica, scritta o grafica, la letteratura critica su Villa Forni Cerato e sulle opere di Palladio.
Bisogna che i componenti del Gruppo di Lavoro possano confrontare le loro scelte con un Tavolo di Confronto, il più ampio e competente possibile, libero da condizionamenti o interessi che non siano di natura culturale. Attorno al tavolo si confronteranno ingegneri strutturisti, architetti, restauratori, artigiani del legno, storici, chimici e fisici di laboratorio, esperti in dendrocronologia, archeologi, oltre ad esperte maestranze. Vogliamo che gli esperti possano discutere pubblicamente su cosa è giusto e cosa non è giusto fare; solo così il Gruppo di Lavoro diventerà libero di fare un restauro conservativo esemplare.
3. Rispettare il luogo come “sacro”, riservato a chi conosce Palladio e ama l’arte, l’architettura, la storia. Villa Forni Cerato è un monumento non adatto a folle di turisti e vietato a “clienti”; nulla sarà fatto per attrarli con eventi non compatibili con questo monumento. Proprio dalla delicatezza di questo monumento e dalla consapevolezza che ci sia il dovere di tramandarne l’esistenza, ha origine questo sentimento profondo di rispetto, di attenzione e di cura, che guida il lavoro di progettazione del restauro della Villa. La presenza di un lungo periodo di abbandono, deplorevole e distruttivo, ha fatto nascere la volontà di conservare e valorizzare ad ogni costo questo straordinario edificio, proprio come ha chiesto nel 1610 il suo committente Girolamo Forni.
La Villa
in digitale
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Scoperte documentate
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Villa Forni Cerato · Facciata
Datazione corretta: la villa è post 1568 Gira la schedaDatazione corretta: la villa è post 1568La presunta data di costruzione, a lungo attribuita alla produzione giovanile di Palladio (circa 1541–42), è stata corretta grazie alle indagini scientifiche avviate dalla Fondazione. La villa viene ora collocata in un periodo post 1568, in piena maturità palladiana — un dato che cambia radicalmente la lettura critica dell’opera.
Quaderno di ricerca Fonte: vicenza-unesco.com, 2021 -
Scala esterna · 2026
Fondazioni e casa preesistente di Girolamo Forni Gira la schedaFondazioni e casa preesistente di Girolamo ForniLe indagini fondazionali hanno portato alla luce le strutture portanti della casa preesistente della famiglia Forni, su cui Palladio intervenne. L’edificio — identificabile come casa padronale originale — si trova a est del corpo villa e presenta caratteristiche costruttive di epoca precedente all’intervento palladiano.
Quaderno di ricerca Le fondazioni di Villa Forni Cerato -
Indagini esplorative · 2023
Fosse, cisterne e ceramiche antiche nel sito Gira la schedaFosse, cisterne e ceramiche antiche nel sitoLe indagini esplorative nelle aree nord-est e sud-est del sito hanno portato alla luce fosse e cisterne sia all’interno che all’esterno dell’edificio. All’interno della fossa principale sono stati rinvenuti frammenti di ceramiche antiche attualmente in fase di catalogazione e studio scientifico.
Quaderno di ricerca Indagini archeologiche esplorative -
Pubblicazione VFC · 2022
Documenti d’archivio su Girolamo Forni e i busti dispersi Gira la schedaDocumenti d’archivio su Girolamo Forni e i busti dispersiLa ricerca d’archivio ha ricostruito le vicende di Girolamo Forni — mercante di legnami, fornitore di numerosi cantieri palladiani, pittore dilettante e membro dell’Accademia Olimpica di Vicenza. Il suo testamento del 1610 attesta la presenza originale di busti di Alessandro Vittoria ritraenti Forni e Pietro Bembo, poi dispersi nel tempo.
Quaderno di ricerca Vicende storico critiche e documenti d’archivio -
Studio meridiana · 2024
L’orologio solare e il sapere astronomico del committente Gira la schedaL’orologio solare e il sapere astronomico del committenteIl rilievo geometrico e astronomico della meridiana in facciata ha consentito di datarne più precisamente la realizzazione e di comprenderne il funzionamento rispetto all’orientamento originale dell’edificio. Lo studio apre nuove ipotesi sulla relazione tra il progetto palladiano e le conoscenze scientifiche di Girolamo Forni, membro dell’Accademia Olimpica.
Quaderno di ricerca Studio dell’orologio solare -
The Architectural Forum · 1921
Villa Forni Cerato su The Architectural Forum, 1921 Gira la schedaVilla Forni Cerato su The Architectural Forum, 1921La Fondazione ha individuato un approfondimento tecnico dedicato a Villa Forni Cerato pubblicato nel 1921 su The Architectural Forum, una delle riviste più autorevoli dell’architettura americana del primo Novecento. Il ritrovamento attesta il riconoscimento internazionale della villa settant’anni prima dell’iscrizione UNESCO.
Fonte: villafornicerato.it, dicembre 2025
TAVOLO DI CONFRONTO
per un restauro PARTECIPATIVO
“Bisogna mettere intorno ad un tavolo persone che sul monumento abbiano interessi totalmente diversi, con un regista, che credo debba essere l’operatore pubblico. Siederanno intorno al tavolo lo storico, gli analisti, i tecnici, che possono essere il chimico del restauro o il tecnico delle fondazioni speciali, lo strutturista, l’architetto. Intorno a quel tavolo, la logica dell’uno non è quella dell’altro. Il discorso di ciascun esperto non può essere né vincente né perdente: va messo a confronto con tutti gli altri discorsi e ne deve nascere un profondo conflitto in cui l’opinione pubblica deve avere la sua parte.”
Manfredo Tafuri — Casabella N° 580, 1991Il tavolo in numeri
Amministrazione del Restauro
Villa Forni Cerato società semplice – Costi, bonus e contributi cumulati
Costo del RESTAURO (€)
| Voce (€) | fino 2019 | fino 2020 | fino 2021 | fino 2022 | fino 2023 | fino 2024 | fino 2025 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Totale costi per acquisto e restauro | 399.000 | 537.000 | 972.000 | 1.657.000 | 2.173.000 | 2.279.000 | 2.356.000 |
| Di cui — Bonus facciate e sisma | 0 | 0 | 185.000 | 265.000 | 318.000 | 382.000 | 382.000 |
| Di cui — Contributi ministeriali | 0 | 0 | 0 | 0 | 65.000 | 76.000 | 76.000 |
restaurato con il contributo del
